Il Fiume

Pur essendo il più lungo fiume d'Abruzzo, l'Aterno non occupa un posto di rilievo nel sistema idrografico nazionale. Modesto è infatti il suo sviluppo chilometrico: 110 chilometri, se non si considera il prolungamento costituito da Fiume Pescara (38 km.); non eccelsa la sua portata media, sottoposta a variazioni stagionali. Ciò non toglie che sia possibile considerarlo un vero tesoro d'acqua: dalle sorgenti, situate a Nord di Montereale, alle pendici estreme dei Monti della Laga, presso il confine tra Lazio e Abruzzo, fino alla confluenza con il fiume Pescara, insieme al quale si getta poi nel Mare Adriatico, il corso dell'Aterno rende possibile l'esistenza di ambienti naturali vari e talvolta sorprendentemente vicini a quelli originari, pur nelle inevitabili mutazioni e nonostante i pesanti interventi umani cui sono stati sottoposti nel corso dei millenni e soprattutto nell'ultimo secolo.
Il fiume non ha soltanto reso possibile una varietà ambientale, biologica e paesaggistica altrimenti impensabile; esso è stato anche la condizione di esistenza e permanenza di insediamenti umani, legati ad antiche civiltà. Anche oggi, per chi sappia ascoltarne la voce ed osservarne il mutevole fluire, l'Aterno non cessa di stupire: il fiume conserva memorie e racconta storie, a volte svela i suoi segreti e ne fa dono al viaggiatore attento.

 

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Il fiume Aterno
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