02/04/2008
Sono grida che risuonano ormai da 58 anni, ma in questo momento sono più intense.
Sono grida di innocenti, che rompono il silenzio della meditazione, l'armonia con i monti.
Sono grida di vittime dell'ennesimo genocidio del nostro tempo, che si scontrano con il silenzio creato dal mostro della globalizzazione, che ha bisogno della Cina.
Non occorre essere buddisti per riconoscere in LHASA un luogo sacro allo spirito.
Abbiamo lasciato anche lì il nostro cuore e gridiamo anche Noi.
Non smettere di lottare, un mondo in armonia deve essere possbile.